Dopo anni di accordi segreti i cittadini scendono in piazza contro la costruzione di una raffineria Eni in provincia di Chieti
di Roberta Mancinelli
Ottobre è il mese del vino, novembre quello dell’olio: sulle colline abruzzesi, a pochi chilometri dal mare, l’autunno è segnato da un’intensa attività agricola. Più che folclore o tradizione, si tratta di una importante voce di bilancio dell’economia regionale. Tuttavia, dopo anni di accordi trasversali tra Eni, Stato ed Enti Locali, l’Abruzzo sembra destinato alla produzione di idrocarburi. 3.800 dei 10.740 kmq di territorio regionale sono interessati da concessioni minerarie e in questi giorni, presso il ministero dello Sviluppo Economico, sono state depositate nuove istanze riguardanti la provincia di Teramo.