politica

L'Italia di Enzo Baldoni. Ora più che mai

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Ma sì, per una volta lasciamoli perdere i mafiosi, i “papi” rimbambiti e i Calderoli. Pensiamo a persone serie, invece. Incomincia l'autunno, incomincia bene – coi lavoratori che iniziano a difendersi dalla crisi e votano a sinistra in Germania e in Giappone – e anche noi, qui, cominciamolo con fiducia e allegramente. Alla maniera di Enzo. E vai!

Giornalisti in piazza per la libertà

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Anche noi di Ucuntu saremo alla manifestazione indetta per il 19 dalla Federazione della stampa (il sindacato unitario dei giornalisti). E' una di quelle manifestazioni che non si dovrebbero mai fare se non in paesi come la Russia o la Colombia, dove la libertà non esiste e il giornalismo è vietato. Eppure ci tocca farla in Italia, paese occidentale e “democratico”, dove però la libertà di stampa è in pericolo ed ha bisogno urgente dell'intervento attivo dei cittadini.

E se dopo l'estate, così all'improvviso, arrivasse l'Autunno?

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Questi che vedete qua sopra sono esemplari rari, almeno ufficialmente, per due motivi. Uno: prima di tutto, sono operai.
Una categoria che, stando alla tv e ai giornali, non c'è più. Esistono i bianchi, i neri, gli immigrati, i padani, i rumeni, i laziali e tutto il resto ma quelli che fanno le cose, che materialmente lavorano, in quanto comunità percepibile non esistono più. Il concetto di “operai”, da un certo momento, in poi, è stato abolito dai media e sostituito con altri più malleabili (i “popolani” di Bossi,per esempio).

Giornalismo antimafia: vent'anni di solitudine. E ora forse non più

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"Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo." Giuseppe Fava

Miss Mafia e Mr Stato. Matrimonio difficile, fidanzamento lungo

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Lo stato, in Italia, ha sempre trattato con la mafia. Ha trattato ai tempi di Giolitti ("camorrista" per Salvemini), di Mussolini (la fine del povero Mori), del'Amgot (Calò Vizzini, Lucky Luciano), di Scelba (Giuliano e Pisciotta) e, naturalmente, di Andreotti. Quest'ultimo, come si sa, si incontrava con boss come Spatola che, con Badalamenti e Inzerillo, formava il triumvirato di allora. Sia Spatola che Inzerillo furono uccisi dai "Nuovi", i corleonesi. Badalamenti scappò in Brasile, e l'uomo di cui si fidava era Tommaso Buscetta.

Digerire tutto

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Tratto da Ucuntu n.46 del 15 luglio 2009

In Italia e in Zimbabwe il debito pubblico ha ormai largamente superato il Pil e ogni giorno che passa lo Stato è sempre più vicino, finanziariamente parlando, a eventi alquanto infelici. Nello Zimbabwe, il Presidente del Consiglio Mugabe ha sguinzagliato le con l'ordine di arrestare e tradurre al suo cospetto il maledetto Pil, servo dell'Occidente e nemico della rivoluzione. In Italia, dove abbiamo un Presidente un po' più acculturato, l'ordine è stato invece di non parlar più di Pil e di tappare la bocca a chi ci prova. Esageriamo? Niente affatto.

“Terrore” persiano!

Riceviamo e pubblichiamo su segnalazione del nostro amico e collaboratore Massimo Pumilia questo articolo pubblicato nel 2003 nella rivista "L'Oppresso", e particolarmente attuale oggi, con le notizie arrivate in queste settimane dall'Iran

I giornalisti di prima linea e l'antifascismo di oggi

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Tratto da Ucuntu n.45 del 3 luglio 2009

Il Pil, secondo la Corte dei Conti, "è sceso ancora dell'uno per cento e il debito pubblico ha raggiunto la cifra di 1663,65 miliardi, pari al 105,8% del Pil". Il rapporto deficit/pil è salito al 9,3 per cento. Lo Stato è sotto di almeno 34 miliardi di euri. Il governo, se ancora esiste, non ha idea di come affrontare questa catastrofe. Tira avanti giorno per giorno, fra uno scandalo e l'altro.

Perché bisogna appoggiare i Siciliani

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Tratto da Ucuntu n.44 del 22 giugno 2009

“Il clima morale della società è questo. Il potere si è isolato da tutto, si è collocato in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca più e nemmeno lo offende, né accuse, né denunce, dolori, disperazioni, rivolte. Egli sta là, giornali, spettacoli, cinema, requisitorie passano senza far male: politici, cavalieri, imprenditori, giudici applaudono. I giusti e gli iniqui. Tutto sommato questi ultimi sono probabilmente convinti d'essere oramai invulnerabili”.
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In realtà

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Tratto da La Catena di San Libero n. 383 dell'8 giugno

Giornale radio. Il "Polo della Libertà" di Silvio Berlusconi batte di misura, con poco più di due punti di vantaggio, l'"Ulivo" di Romano Prodi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha dunque incaricato oggi il dott. cav. Silvio Berlusconi di formare il Governo".