Catania/Ma l'estate del sindaco quando comincia, a Natale?

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L'amministrazione Stancanelli dà il via ad un piano per aiutare i cittadini maggiormente esposti alle torride temperature dell'estate. Però sono previsti solo 50 interventi e siamo già in autunno. Nasce un sospetto: soldi regalati a un gruppetto di amici?

Se zio Umberto e don Raffaele, invece di governare le sorti di una città, facessero i contadini probabilmente mieterebbero il grano quando le spighe sono state già svuotate dal vento. Sarebbero falliti ed additati come lo zimbello dell'intera categoria. Continuano invece a fare politica raccogliendo un successo elettorale dopo l'altro. Ma noi siamo masochisti e, nelle disgrazie, vogliamo trovarci sempre qualcosa di positivo.
Zio Umberto Scapagnini non è più sindaco da tempo, sulla sua poltrona si è accomodato don Raffaele Stancanelli. La città ora non è più amministrata da un medico ma da un avvocato che però conserva lo stesso amore per il benessere dei suoi concittadini. Un esempio concreto di affetto è la difesa degli anziani dai danni alla salute che gli possono capitare con le alte temperature tipiche delle caldissime estati catanesi. Negli anni precedenti si erano limitati a consigliare il rifugio in locali provvisti di aria condizionata, come caserme dei pompieri o supermercati. Quest'anno l'amministrazione ha deciso di fare di più e passare a rimedi ancora più utili con un apposito piano, chiamato “Emergenza caldo – estate 2009 città di Catania”. La parte più importante del piano ha previsto un “servizio di telecardiologia e teleassistenza a domicilio” a favore degli anziani e dei disabili. Un servizio che dovrà seguire una precisa procedura: i medici di famiglia segnalano i casi che meritano maggiore attenzione, ogni mattina alle otto e mezzo parte una squadra che passa a visitare le persone segnalate e li accompagna in ambulatori specializzati per controlli più approfonditi. Il servizio prevede persino una raccolta dei dati degli assistiti ed una relazione dopo tre mesi. Ma non siamo riusciti a capire una cosa: il servizio si limita a 50 prestazioni... Vuol dire che solo 50 persone delle centinaia, o forse migliaia, di anziani e disabili verranno seguite dal servizio per tutta la sua durata? Oppure 50 dovrà essere il totale delle visite a domicilio e degli accompagnamenti in ambulatorio? Nonostante i nostri dubbi e la nostra ignoranza, ad agosto Corrado Persico, responsabile della direzione Politiche Sociali, ha fatto pubblicare il bando per aggiudicare l'appalto. Il 9 settembre Carmela Campione, Maria Caterina Contraffatto e Grazia Sciuto, componenti dell'apposita commissione, aggiudicano l'appalto alla cooperativa sociale “Consorzio Gonimos” per 19.000 euro. Basterà aspettare qualche altra settimana e forse verrà firmato il contratto. Solo allora il servizio potrà partire, quando le torrenziali piogge settembrine avranno allontanato il caldo estivo e saremo in pieno autunno, se non in inverno. Il piano di intervento si sarebbe dovuto quindi chiamare “Emergenza temperatura mite – autunno e inverno 2009 città di Catania”. Così sarebbe più difficile pensare che questo piano sia stato solo una scusa per spartire soldi agli amici.

Piero Cimaglia
Tratto da Ucuntu n.52 del 23 settembre 2009

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